SPUORT’
DI FRA’ TOMMASO
Lo spuort’ (passaggio coperto) propone due pitture di Donato Leone (1998) raffiguranti alcuni istanti della vita di Tommaso da San Donato, frate cappuccino del XVI secolo in “odore di santità”. Personaggio di spicco nella Napoli di Masaniello per via dei numerosi prodigi e miracoli interceduti, Fra’ Tommaso era un osservante rigoroso delle regole austere dell’Ordine: vestiva abiti sdruciti e rappezzati e mangiava solo il necessario per sopravvivere. Umile, casto e obbediente, scelse di impegnarsi a favore dei poveri e degli infermi. Si spense, dopo una breve e intensa malattia, il 22 marzo 1648.

“Le esequie
- scrisse Padre Bonaventura da Sorrento nelle sue Memorie Storiche - furono
così clamorose per l’affluenza di popolo e concorso di nobili ed
ecclesiastici, che si dovette ricorrere alla forza armata per contenerla :
tre giorni stette esposto il cadavere, nel qual tempo splendida sorridente era
la sua faccia ed una soave fragranza mandava da tutto il corpo. Ciascuno
l’acclamava santo e di lui voleva una qualche reliquia.
D. Tommaso De
Franchis, presidente della R. Curia napoletana, presente al funere, ebbe a dire,
e per
altre qualità che si vedevano sul cadavere, e per i prodigi che seguivano
intorno ad esso : - “se la Chiesa conservasse l’antico rito di
canonizzare i Santi per “Populorum acclamationes” oggi Napoli canonizzerebbe
Fra’ Tommaso”. Secondo molti, nell’archivio di Napoli veniva conservata un
ampolla con “sangue rubicondo e liquefatto di Fra’ Tommaso, ritrovatogli
nella regione del cuore”.
La salma di Tommaso, Servo di Dio ed in attesa della
tanto provata Santità, è sepolta nella Cappella di San Serafino. Sulla lapide
leggiamo : “Hic iacet F. Thomas a
Sancto Donato qui obiit die 22 martii
1648”.