VILLA
GRANCASSA
Villa Grancassa fu costruita agli inizi
dell'Ottocento su iniziativa del religioso don Francesco Nardone e del Signor
Felice Grancassa, di cui sappiamo solo che fu educato da don Francesco e divenne
erede di tutti i suoi beni.
In un periodo questo, che vedeva i Signori di San
Donato impegnati nel costruirsi magnifiche dimore, Felice Grancassa non
ammetteva alcuna inferiorità e anche in questo caso, decise di primeggiare:
sale e saloni furono riccamente decorati, maestoso fu il portale d'ingresso
scolpito da artisti sandonatesi, monumentale ed elegante infine, lo Scalone
d'onore che conduce ai piani alti. Si narra che al termine dei lavori, venne a
mancare l'acqua dalle cisterne. Don felice non perdendosi d'animo "aprì
le sue cantine, fece spillare, dalle numerose, capaci botti, abbondante e
generoso vino, con il quale continuò ad impastare malta".
Tanta ricchezza fu compensata dalla generosità con
la quale accolse umili, potenti, questuanti e vescovi. Proverbiali i sontuosi
ricevimenti organizzati al termine di fortunate battute di caccia.
La prosperità della famiglia durò circa un secolo,
fino al terremoto del 1915. Il sisma, che provocò il crollo di parte del terzo
piano ed il lesionamento del secondo, fu presagio di un imminente declino. Nel
giro di tre generazioni, complice anche la mancanza di eredi maschi, della
famiglia Grancassa non rimase traccia. Un'epigrafe in latino sovrastante il
portone principale ci ricorda la costituzione della famiglia e le prime
realizzazioni.