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Nel
1756, con “onori regali”, vennero traslati nella nostra cittadina i
resti mortali di Santa Costanza martire. A 250 anni dallo storico evento, la
comunità sandonatese si riunisce ancora una volta intorno alla sua
protettrice ricordandola e onorandola con diversi appuntamenti che vedono
protagonisti i più giovani. Una sorta di omaggio alla stessa Costanza, che
giovanissima, diede prova di coraggio accettando senza esitazione il
martirio. Nonostante i secoli, indelebile resta il ricordo di questa ragazza
che pagò con la vita la sua “costanza" nella fede. Un grande esempio
da seguire soprattutto in tempi come quelli di oggi.
Tra
gli appuntamenti da non perdere ricordiamo venerdì 18 agosto la solenne
cerimonia della ricognizione delle spoglie della Santa e l’esposizione al
pubblico della statua appositamente restaurata. Un impegno notevole, sia
tecnico che finanziario, capace di far tornare a splendere i preziosi
tessuti settecenteschi che ornano la figura. Venerdì 25 da non perdere è
il concerto di musica classica. Tra i diversi brani va ricordato il fioretto
“La martire Costanza” composto per l’occasione dal Maestro Giacomo
Cellucci.
Tra
gli altri omaggi, la rievocazione dei giochi della festa e soprattutto il
tradizionale Mercatino di Santa Costanza: una sorta di fiera, tra arte ed
artigianato, che entusiasmava tanto i nostri nonni, quando da bambini
aspettavano la festa per farsi regalare, fischietti e piccoli giocattoli
"rigorosamente"... di coccio! Per le madri invece, il mercatino
era l'occasione per acquistare - in vista dei rigori dell'inverno -
pignatte, piatti e la “n’zerta” di cipolle. Strettamente legato alla
festa è anche l’acquisto dei salvadanai (in dialetto “car’siegl’”).
Secondo la tradizione dovevano essere rotti in concomitanza con la festa.
Con il denaro risparmiato i maschietti comperavano i fischietti di coccio,
mentre le femminucce le “cucc’tèll’”: giocattoli sempre in coccio
che riproducevano le miniature di pignatte, tegami e quant’altro
utilizzato in cucina. Con la somma rimanente veniva infine acquistato un
nuovo salvadanaio che poteva essere riempito fino alla festa dell’anno
seguente.
Oggi
come in passato, la tradizione rivive. Le origini della fiera risalgono al
Settecento. Inoltre, nelle antiche cantine sarà possibile degustare
l’antico menù della festa: Cipollata, Spezzatino di Cipolle, insalata
mista, pan di spagna e orzata da sorseggiare.
Santa
Costanza, giovanissima martire romana, è anche la protettrice delle donne
non sposate dette scherzosamente… “cipolle”.
Tanti
momenti e occasioni di svago che oltre al divertimento, siano l’occasione
per riflettere sull’eroismo della nostra giovane Martire. A tutti
l’augurio di una felice festa.
Come
a Canneto, anche a San Donato le ragazzine legavano per sempre la loro
amicizia diventando "commarelle". Le giovani si davano
appuntamento il giorno della festa di Santa Costanza all'ingresso del Duomo,
nei pressi dell'acquasantiera. Preso un sassolino, lo bagnavano nell’acqua
santa. Con il segno della croce si segnavano reciprocamente e poi baciavano
il sasso. Nel corso del rituale veniva recitata la seguente frase:
"C’mbar’ S. Giuvuann’, battezzam’ st’ puann’, st’
puann’ sta batt’zzat’, sempr’ ch’mbar’ n’ sem’ chiamat’.
(Stringendosi la mano tre volte si ripeteva:) C’mmar’! C’mmar’! C’mmar’!"
Con
la protezione di Santa Costanza, quella speciale amicizia sarebbe durata per
tutta la vita, aiutando le "commarelle" anche nelle difficoltà
della vita adulta.
Fate
soffriggere a fuoco lento, in una tiana, un trito di cipolla e carota in
olio di oliva. Quando la cipolla è dorata, aggiungete 500 gr di spezzatino
di vitello, che farete rosolare per cinque minuti. Bagnate lo spezzatino con
un bicchiere di vino bianco, dopodiché salate, pepate e - a metà cottura -
aggiungete 5 o 6 cipolle tritate a fettine sottili. Coprite con acqua e un
po’ di vino e lasciate proseguire la cottura sempre a fuoco lento. Buon
appetito!
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