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LA
ROCCIA DEI TEDESCHI
Da Largo
Lago, salendo lungo l’antica strada per gli Abruzzi, dopo
circa un chilometro, si raggiungono i ruderi di antichi
stazzi, all’altezza del bivio "due vie", si procede verso
sinistra e attraversando il bosco misto, in mezz’ora si
raggiunge la Roccia cosiddetta "dei Tedeschi". Anche ad una
certa distanza la roccia è riconoscibile come uno
spuntone imponente che si staglia sul fianco della montagna.

La
straordinaria posizione panoramica della rupe era strategica
per l’avvistamento nelle diverse direzioni. Da qui la vista
si apre sia sulla Val di Comino, fin verso le Gole del Melfa
ed il Monte Cairo (antico fronte di Cassino), sia verso nord
sulla strada di accesso all’Abruzzo. La roccia, era quindi
una vantaggiosa postazione militare per l’esercito
tedesco in ritirata, in previsione del cedimento del fronte
di Cassino. I cunicoli scavati nella roccia e le torrette di
avvistamento, erano stati realizzati dagli scalpellini
sandonatesi rastrellati nelle piazze del paese, il loro
lavoro barattato in cambio del rancio.

Spesso le
attività manuali rappresentavano "punizioni" che i tedeschi
imponevano alla popolazione come deterrente all’attività
"sovversiva". Con lo sbarco di Anzio e la caduta del
Fronte di Cassino gran parte delle forze alleate
risalirono verso Roma, utilizzando la Via Casilina. Nella
Val di Comino giunsero truppe neozelandesi; fortunatamente
dopo circa 10 giorni i tedeschi si ritirarono verso nord,
abbandonando in gran fretta anche suppellettili e munizioni.
Entrare per la prima volta nei cunicoli, affacciarsi dalle
torrette di avvistamento, anche a distanza di più di
cinquanta anni, conserva un fascino misto ed una certa
ansia, forse perché immediatamente riviviamo e riflettiamo
su momenti drammatici della nostra storia. Ora nel centro
della rupe, lungo una frattura (piano di faglia tettonico)
forse in ricordo del passaggio di quei soldati, c’è un
ciliegio. Ogni primavera fiorisce, incurante degli uomini e
delle guerre.

Il sentiero
prosegue costeggiando il versante destro del "canalone",
dove la faggeta è associata ai pini, in direzione di Monte
Pizzuto. Da qui si
gode una stupenda vista della vallata ed è frequente
l’incontro con cervi e caprioli. Lungo un sentiero agevole,
si scende verso la Torre Medievale e, attraverso l’intrico
dei vicoli del centro storico, il percorso termina in Piazza
Carlo Coletti.
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