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RESTAURO
SANTUARIO
Lavori di:
Restauro del Santuario
di S. Donato V.M. – completamento
Progettista e
Direttore dei Lavori: ARCH. Antonio Abate
Impresa
esecutrice: EMME s.r.l. - Via Muraglie, 90 - 03042 Atina
(FR)
Finanziamento:
- per Euro 72.303,97,
mutuo concesso dalla Cassa DD.PP., con quota
d’ammortamento a carico della Regione Lazio (L.R. n.
27/90), pari al 70%;
- per Euro 30.987,41,
fondi a carico del bilancio comunale, pari al 30%;
Consegna lavori:
18/02/2003
Tempo previsto per
l’esecuzione: gg 140
A)
Riferimenti Storici e caratteristiche architettoniche
La nascita di
un primo "santuario" non può essere anteriore al 304 d C.,
anno in cui Donato, vescovo di Arezzo fu martirizzato.
In
quegli anni il primo monachesimo muoveva i suoi passi e
dedicava i luoghi ai martiri più venerati.
Il santuario
di San Donato V.M. realizzato su modello basilicale,
presenta una pianta longitudinale ed è diviso in tre navate
con otto colonne con capitelli a stucco decorati in oro e
argento, le basamenta sono di pietra locale finemente
lavorata.
La navata
centrale ha un’altezza di ml. 10.50 ed è finemente
affrescata.
Gli
affreschi, incorniciati a specchio, partono dal tamburo
lungo il quale si aprono una serie di luci ovoidali, altri
affreschi si trovano nel soffitto centrale.
Al
termine della navata centrale è
posto, isolato, l’altare maggiore, in una nicchia ricavata
nello stesso altare è stata collocata la statua del Santo
Patrono, opera in legno di notevole fattura risalente
all’inizio del secolo scorso.
Posteriormente all’altare maggiore è ubicato il Coro in
legno, artisticamente lavorato e sormontato da un antico
organo. La chiesa è dotata di sacrestia e stanze voti.
Gli elementi
che più caratterizzano lo stile del santuario sono gli
stucchi dell’altare e dei capitelli, i finti marmi ed i
fiori d’acanto delle colonne, delle arcate e dei cornicioni.
La chiesa,
gravemente danneggiata dagli eventi sismici del 7 e 11
maggio 1984, è stata oggetto di consolidamento strutturale
ed in minima parte, cupola e tamburo, di interventi di
consolidamento e recupero degli intonaci e degli stucchi.
Problemi di
sicurezza sono creati dalle condizioni degli intonaci per i
quali vi è timore di distacco mentre infiltrazioni d’acqua
precedenti agli interventi strutturali hanno procurato seri
danni agli stucchi ed affreschi che attualmente versano in
pessime condizioni.
Entrando dal
portone principale si nota una grossa lesione al cervello
della volta che attraversa tutta la navata centrale che si
va a fermare nell’arcone dei pilastri che sorreggono la
cupola. La suddetta lesione ha intaccato il cervello della
volta in modo pesantissimo, ne deriva la necessità di
intervenire con un restauro minuzioso ed attento per non
creare altre cadute di opere decorative. Nel suo passaggio
si notano i vari distacchi tra intonaco ed arriccio con la
perdita, già, di grosse modanature.
Gli affreschi
già presentano, nel punto centrale, una diversa livellatura
a causa dell’abbassamento di uno dei due lati.
I due arconi
dove è attaccata la facciata principale, al di sopra della
vetrata, presentano un distacco dei suddetti, tale distacco
si presenta come un cedimento verso l’esterno.
Avanzando
verso il presbiterio si nota il grosso cornicione che
sorregge il tamburo della cupola con delle lesioni di grande
rilievo (circa 3 cm) che terminano tutte sulle quattro
chiavi degli archi. Le lesioni sono doppie per ogni arco e
rasentano la chiave a destra ed a sinistra in tutti e
quattro i punti.
Sui pennachi
dei pilastri gli affreschi dei quattro evangelisti sono
attraversati da grosse crepe che scendono fino alla volta
dei transetti laterali.
Avanzando
verso l’abside si incontra, sul fondo, un distacco totale
del doppio arco sia dalla volta sia dalla parete di fondo.
La stessa
cosa si è verificata, anche per i due lunotti sui transetti,
sulle due navate laterali tutti gli archi presentano le
chiavi aperte.
I lunotti e
le vele della volta centrale sono attraversati, tutti, da
grosse lesioni trasversali. B L’intervento, considerati i
fondi disponibili al momento, consiste in:
1) Portare ad
una fase più avanzata i lavori di restauro del Santuario di
San Donato V. M. Patrono della Città, in quanto con i lavori
eseguiti, successivamente agli eventi sismici del 7 e Maggio
1984, che danneggiò gravemente l’intera struttura, è stata
effettuata una riparazione parziale della chiesa.
Considerato il valore architettonico, artistico e storico e
dell’importanza che assumerebbe nel contesto di un recupero
complessivo del centro storico, il recupero totale
dell’edificio, una prima fase di lavori, cosi come previsti
nell’intervento, risulta determinante per il raggiungimento
di tale obbiettivo.
2) Restituire
in tempi brevi il luogo al culto, rappresentando lo stesso
anche oggetto di interesse turistico per gli alti valori
culturali e renderlo fruibile da parte di un pubblico più
numeroso.
3)
Intervenire nella zona maggiormente degradata nella quale il
pericolo di ulteriori distacchi delle opere decorative
sembra più imminente.
I lavori da
eseguire sono:
a)
consolidamento di tutti gli intonaci sulla volta della
navata centrale mediante il ristabilimento della loro
aderenza al supporto murario, sarcitura e microstuccatura
delle lesioni;
b) restauro
degli stucchi degradati posti sempre sulla navata centrale.
Il
consolidamento strutturale deve essere eseguito con
diligenza e maestria in quanto le superfici da restaurare e
da consolidare presentano affreschi, grosse cornici, basso
rilievi in procinto di caduta alla minima vibrazione,
pertanto è stato previsto il puntellamento in più punti in
corso d’opera. La tipologia di consolidamento per le lesioni
verrà eseguita a chiodatura con fori diametro l2 mm con
profondità 25 centimetri armatura diametro 8 mm, foro
diametro 20 mm e 50 cm di profondità armatura diametro 16 mm
con barre di acciaio filettato elicoidale in ambedue i lati
e resinati con resina bicomponente.
Le lesioni
verranno aperte il minimo possibile, spolverate a risucchio,
successivamente verranno eseguite microstuccature con
innesto di piccoli tubi per l’iniezione di resina
bicomponente fluida per il riassemblaggio dei due corpi.
Tale tecnica è stata preferita ad altre per non distruggere
l’apparato decorativo.
Il
consolidamento sugli affreschi si effettuerà con
perforazioni strumentali manuali con fori da 2 mm di
diametro ed iniezioni con siringhe mediche, successivamente
saranno riempiti con malte idrauliche a basso peso specifico
per soffitti e volte e con resine acriliche in emulsione.
Le operazioni
sopra descritte sono da ritenersi indispensabili per un
efficace consolidamento, nel rispetto delle opere esistenti,
affinché possa essere ridata e garantita una sicurezza
statica alle superfici trattate. |